Finalità del pellegrinaggio

Finalità del pellegrinaggio

Sono diversi gli scopi leagti all’esecuzione del pellegrinaggio. Dopo aver istruito il pellegrino a proposito dell’esecuzione del sacrificio, Allah dice: {Non sono le loro carni e il loro sangue a giungere ad Allah, ma il vostro timore [di Lui]} (Corano 22, 37). Ha detto il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui): “La circumambulazione attorno alla Ka’bah e fra Safa e Marwah, il lancio rituale delle pietre, non sono stati istituiti che per suscitare il ricordo di Allah” (Abu Dawud 1888).

Tra queste finalità:

  1. La manifestazione della sottomissione ed umiltà dinanzi ad Allah:

Il pellegrino evita ogni forma di lusso e stravaganza, indossando le vesti dello stato sacrale (ihram) e manifestando così il suo stato di povertà e bisogno nei confronti di Allah. In tal modo simbolizza anche l’abbandono delle occupazioni terrene per dedicarsi invece all’esclusiva adorazione del Suo Signore e sperare dunque nel perdono e misericordia da parte di Allah. Poi sosta a ‘Arafah dove con umiltà implora, loda e ringrazia il Signore per i Suoi benefici, chiede perdono per i propri peccati ed errori.

  1. Gratitudine per i benefici concessi da Allah:

L’esecuzione del pellegrinaggio rappresenta una forma di ringraziamento sotto due forme: gratitudine per le ricchezze di cui si dispone e per la buona salute di cui si gode. Questi sono tra i maggiori benefici che l’uomo possa godere, fra i benefici di questo mondo. Il pellegrinaggio rappresenta dunque un’occasione per esprimere la propria gratitudine per tali benefici. Essa si esprime attraverso gli atti di obbedienza che avvicinano al Signore. La gratitudine verso Allah è tanto un principio della religione quanto una necessità dettata dalla ragione.

  1. Occasione di incontro e riunione fra i Musulmani:

In occasione del pellegrinaggio Musulmani convergono da ogni parte del mondo ed hanno quindi l’occasione di conoscersi e stringere amicizia. In questa occasione cadono le barriere di razza e colore, ricchezza e povertà, lingue e dialetti; infatti nel pellegrinaggio, che rappresenta il maggiore congresso umano mondiale, i Musulmani si uniscono e parlano la stessa lingua spirituale costituita dal timore di Allah e dall’esortazione al bene, dal mutuo consiglio alla verità ed alla pazienza; magnifica occasione per legare la vita terrena alle finalità celesti.

  1. Ricordo dell’Ultimo Giorno:

Quando il pellegrino indossa gli abiti della sacralizzazione (ihram), compie il giorno di sosta ad ‘Arafah e vede la moltitudine di pellegrini tutti indossanti abiti simili al tessuto bianco con cui si avvolge i morti, allora la sua menta andrà subito a quando, dopo la sua morte, nel Giorno del Giudizio si troverà dinanzi al suo Signore. Sarà dunque un’occasione per lui per meditare e prepararsi a quel Giorno.

  1. Manifestazione della fede nell’Unicità di Allah e devozione esclusiva per Allah con azioni e parole:

Il motto dei pellegrini è la talbiyah: labbaykallahumma labbayk, labbayka la sharika laka labbayk; innal-hamda wan-ni’mata laka walmulk, la sharika lak (“Eccomi al Tuo servizio o Allah, eccomi al Tuo servizio; eccomi al Tuo servizio, nulla e nessuno è a Te associato, eccomi al Tuo servizio. In verità la lode, la provvidenza ed il regno Ti appartengono, nulla e nessuno è a Te associato”). Un nobile Compagno ebbe a descrivere la talbiyah del Profeta (Allah lo benedica e gli dia la pace), come: “Espressione di puro monoteismo” (Muslim 1218). Il tawhid si manifesta altresì in tutti le altre fasi del pellegrinaggio.